Serie · Vienna
Stagione 4: Vienna
Dove il silenzio diventa un'arma e la musica l'unica difesa.
Sommario dei capitoli
Una frequenza impossibile nel cuore della Musikverein. Una stanza che non dovrebbe esistere. E uno spartito con una data che non ha senso: domani.
Al Café Hawelka, un uomo con crepe caotiche conosce troppi dettagli sulla mia vita. Dice di essere scappato da REQUIEM. Dice di volermi aiutare. Ma qualcosa nei suoi occhi non torna.
Margot mi rivela la verità su REQUIEM e la sua connessione con Tokyo e Parigi. Ma quando infiltro una prova dell'Orchestra Eterna e vedo Niklas per la prima volta, qualcuno mi sta già aspettando.
Ho accettato il test di Frau Richter. Nella Camera Anecoica, sotto la Staatsoper, scopro cosa significa davvero il silenzio — e perché Niklas l'ha scelto.
Ho scelto di fuggire dalla Staatsoper. Ma l'unica persona che può aiutarmi è Sasha — e le sue crepe nascondono più segreti di quanti ne riveli.
Il concerto dell'Orchestra Eterna rivela il vero strumento di REQUIEM: il Theremin Nero, alimentato dalle emozioni rubate. E Niklas è la sua fonte di energia.
Niklas si risveglia, ma i suoi ricordi sono frammentati. Quando il Direttore ci contatta con un'offerta impossibile, devo decidere: infiltrarmi nell'Orchestra per distruggerla dall'interno, o attaccare frontalmente con tutto quello che abbiamo.
Entro nella Karlskirche da sola, fingendo di accettare la proposta del Direttore. Ma niente mi ha preparato a quello che trovo — né a chi mi sta aspettando.
Andiamo alla Karlskirche tutti insieme — io, Niklas, Margot, Sasha e i sopravvissuti. La nostra melodia è l'unica arma. Ma il Direttore ci sta aspettando.
La verità su nostra madre ci ha devastato. Ma mentre l'alba si avvicina, scopriamo qualcosa che cambia tutto — e che il Direttore non è l'unico a tessere fili nell'ombra.
Il Direttore è stato sconfitto, ma la vittoria ha un prezzo. Mentre il mondo di REQUIEM crolla attorno a noi, dobbiamo affrontare l'ultima verità — e dire addio.
Un mese dopo la caduta di REQUIEM, Vienna è cambiata. E mentre dico addio a mia madre e guardo al futuro, una lettera da Londra mi ricorda che alcune battaglie non finiscono mai — si trasformano solo.